Critiche

Ecco il pensiero di molti critici del settore delle opere di Jeanette Milner


Anna Francesca Biondolillo
E' evidente che quello che colpisce l'occhio in queste tre opere di Jeanette Milner è il colore rosso che, pur essendo il loro denominatore comune, trasmette in ogni dipinto una propria motivazione ispiratrice Rosso come fuoco, ardito come la passione che scorre nelle vene, apparentemente festoso, comunicatore di validi messaggi , proposto mediante corpose pennellate di ottima e essenziale brillantezza cromatica. Un continuum e insistente ritoccare il ritmo tonale in connubio con il compito del segno, deciso di conferire la luminosità più intensa, attraverso la figurazione degli elementi trattati. E' questo il modo efficace per distinguersi per questa brava pittrice che pur essendo nata in Australia sembra essere legata sentimentalmente a tutto ciò che è italiano. Ne fanno testimonianza i suoi dipinti che riportano tematiche legate alla nostra terra tra cui La Ferrari delle Ferrari in omaggio a Enzo Ferrari, da cui emerge non solo l'esaltazione del dato emotivo per la passione dell'oggetto con tutto il contorno folkloristico, ma soprattutto quel sentimento umano che richiama alla memoria dello spettatore un personaggio divenuto un Mito in tutto il mondo. Un saper far arte seguendo il dettato del proprio cuore, avvalendosi della capacità creativa e dell'innata professionalità .La sua sensibilità spesse volte riesce a riportare sulla tela angoli sperduti tra le rocce ma ugualmente accattivanti per quella vitalità riscontrata nella presenza anche di un solo fiore, e in questo caso la visione dei Papaveri rossi si ammanta fortemente di emozioni. Nel dipinto San Telefonino l'Artista con ironica e divertente elaborazione (si noti l'aureola dipinta in testa al cellulare) vuole sottolineare la bella invenzione di questo elemento che spesso sembra far miracoli raggiungendo distanze interminabili per avere quel desiderato contatto umano. Una profonda umanità di cui parlano le sue interpretazioni, sempre all'apice della fruizione che conduce all'apprezzamento e alla stima del suo operato. Emozioni d’Arte 2013
2013 -

Anna Francesca Biondolillo
E' sorprendente come l'espressione pittorica di questa artista australiana affondi le sue radici nel paesaggio del territorio italiano. Forse perchè ormai è da parecchi anni che vive in Italia da sentirsi sentimentalmente italiana. Che sia innamorata della nostra terra ne danno la loro testimonianza i suoi dipinti che riportano quasi sempre tematiche legate al nostro territorio. Senza togliere nulla a ogni naturalista che si stima, i dipinti di Jeanette Milner sono davvero toccanti perché hanno in se quel qualcosa che trasmette meraviglia. Forse perché la visione dei vari paesaggi arriva a lei attraverso lo stupore che percepisce la sua anima. Fatto sta che quando si è davanti ad un suo paesaggio, nel momento in cui nasce o muore il sole, l'emozione è tale da lodarne l'operato artistico. Quindi siamo alla presenza di un realismo di ampio respiro che si dilata nello spazio profondo attraverso una prospettiva ravvicinata quasi a farsi toccare. Esempio è il dipinto che interpreta le meravigliose vette del Gran Sasso, da cui emerge tutta la carica espressiva di Jeanette Milner. La sua passione per la pittura si trasforma in amore per la natura, il suo mirabile estro si esplica nella spirituale consistenza della magnificenza della natura, travolgendo gli animi in modo immediato e sorprendente.
2011 - Emozioni d'Arte 2011

Maurizio Di Palma
Jeanette Milner appartiene a quella categoria di artisti per i quali unicamente attraverso l'esperienza della propria vita è possibile attingere al mistero che avvolge la bellezza. Jeanette è nata in Australia e vive in Italia alle pendici del Gran Sasso; l'’instancabile viaggiatrice qual'è ha dato alla sua vocazione artistica quel profilo di respiro internazionale che riconosciamo nel suo curriculum. Dinanzi alle tele di Jeanette sentiamo, comprendiamo che non ci stiamo soffermando dinanzi a una riproduzione o ad una rappresentazione del reale; per l'intensità evocatrice e per la passione espressiva il dipinto è in se stesso l’evento di un luogo. Ciò avviene perché quella di Jeanette non è una ricerca del colore, bensì è una ricerca della luce attraverso il colore, con tutte le sue implicazioni etiche e simboliche. Opere come "Desert sunset", "Tramonto siciliano" oppure "Oltre l’orizzonte" sono creazioni in cui lo spirito del paesaggio è colto nella pienezza della sua essenza, in perfetto equilibrio tra la vibrante unicità dell’attimo e le sfumature suggestive del ricordo, frutto del paziente lavoro che occorre per oltrepassare l’apparenza attraverso l’apparenza. "Mari monti e tramonti…" con questa formula Jeanette ama sintetizzare il mondo dei suoi paesaggi che possiamo inoltre leggere letteralmente come un viaggio nei quattro elementi e un inno alla bellezza di madre Terra; ma possiamo andare ben oltre. Opere come "La furia della terra", "Onda della distruzione - Tsunami", "Inferno", testimoniano il profondo senso di partecipazione e di responsabilità dinanzi al dolore del mondo. Soffermiamoci dinanzi al dipinto "La furia della terra": Jeanette ha vissuto in prima persona l’esperienza del tragico sisma dell’aprile 2009 in Abruzzo; il Gran Sasso, più volte dipinto nella sua maestosa e mistica bellezza (ci vengono alla mente le pagine in cui è protagonista in "Severina" di Ignazio Silone), staglia il suo profilo nella notte mentre alle pendici si estende una sorta di reticolato insanguinato. Con disarmante semplicità Jeanette ci dona questa testimonianza sulla tragedia del terremoto, riducendo all'essenziale la percezione e l’espressione per alludere al pudore della compassione e alla condivisione del sentimento inconsolabile del dolore. Così Jeanette sa spaziare con leggera naturalezza tra le atmosfere liriche e quelle drammatiche. Proseguendo ancora oltre giungiamo ai dipinti che raffigurano nebulose, panorami siderali, pianeti e costellazioni. Opere come "The red planet", "New beginnings", "Il tempo nello spazio" dimostrano il coraggio di Jeanette di portare la ricerca della luce oltre il confine ultimo del visibile e la volontà insopprimibile di un'anima cittadina del mondo che aspira all'universale. Se dovessimo tradurre e riassumere tutto ciò in un valore assoluto, questo valore sarebbe la libertà. Insomma, nella sua totalità, il mondo pittorico di Jeanette Milner si offre felicemente per risanare la frattura tra la natura e la cultura. 23 settembre 2011
2011 - Poeta

Paolo Levi
Jeanette Milner Momenti espressivamente irripetibili Jeanette Milner unisce a un curriculum di tutto rispetto, una biografia che la vede cittadina del mondo e instancabile viaggiatrice; nata a Melbourne, in Australia, vive ed opera in Italia. Fin da giovane si è applicata a un impegnativo apprendistato, studiando le tecniche dell'olio, dell'acquerello e della ceramica. Da queste solide basi prende vita il suo impegno nella pittura di figurazione; i suoi dipinti emanano forti suggestioni, trasmettendo messaggi rivolti soprattutto a scoprire l'essenza visiva di un paesaggio legato alla memoria, quindi molto amato e poeticamente rappresentato. A lato di queste visioni, di particolare eleganza sono le sue raffigurazioni di cavalli, che appaiono ricche di complessa plasticità, e certe nature morte di bella materia pittorica. Da questi lavori ben si comprende l'ampiezza dei suoi orizzonti culturali, e quindi il fascino di una produzione che gode di una sigla stilistica del tutto personale, legata alle sue esperienze di vita in giro per il mondo. Il suo immaginario si direbbe legato a una precisa visione culturale, dove la rappresentazione della natura è legata a un ideale estetico per cui il bello è l'espressione soprattutto di un mistero cosmico. I suoi racconti visuali si rapportano strettamente a una meditazione sui colori più forti e vibranti, dove anche le zone d'ombra sono soffuse di riflessi luminosi. I suoi paesaggi sono attimi arcani, momenti espressivamente irripetibili, profili di dune e tramonti struggenti, dove le prospettive sono otticamente precise e calcolate, mentre le stesure forti e misurate del colore esaltano una vivida timbricità. Allo stesso modo è fervida l'energia del segno, là soprattutto dove emerge la bellezza armoniosa di un cavallo, che è forma ben precisata in un costrutto di complessi equilibri dinamici. Tra Forma e Figura, 2010
2010 - Autore

Roberto Chiavarini
Jeanette, è un artista internazionale, figlia del mondo. Infatti, la Milner è di origine australiana ma italiana di adozione. Risiede in provincia di l'Aquila e, recentemente, è stata testimone della grave calamità che ha colpito quelle terre. Un'esperienza in più per una pittrice di grande spessore culturale, che ha girato il mondo in tanti anni di professione artistica. I suoi dipinti, sono il risultato di una logica combinatoria, che genera rappresentazioni universali, paradossali, aperte a qualsiasi interpretazione. In realità, la straordinaria pittrice italo-australiana, è in linea col suo pensiero e con la sua maturazione pittorica, poiché, se è vero come è vero, il paradosso è la forma di pensiero più avanzata, più in sintonia con la corrente del mutamento e con il metabolismo del nuovo mondo globale. Ed è perciò, che i dipinti di Jeanette, incarnano perfettamente quest'attitudine. I suoi lavori hanno il senso di restituire potere alla parola, senza condizionamenti e senza frontiere, attraverso una grammatica pittorica ricercata e forbita, lavori che sembrano appunti di viaggio apposti su dei fogli occasionali, in una sequenza di frasi affiancate per attinenza, la cui narrazione, finisce per essere soffocata da una esuberante quantità di immagini, apparentemente diverse tra loro ma che, in verità, compongono, tutte insieme, il grande ed affascinante romanzo della vita e della esperienza di Jeanette Milner. Guardando attentamente le tele di questa colta pittrice, si intravede immediatamente la sua esclusiva personalità, fatta di eleganza, finezza ed intellettualità. Premio Internazionale d'Arte Leonardo da Vinci 2009
2009 - Opinionista d'Arte e Politica

Dino Marasà
Animo poetico "La pittrice Jeanette Milner dipinge con talento e maestria. Spazia agilmente tra ritratti, paesaggi e simboli dimostrando ogni volta di possedere un animo poetico incline alla rappresentazione aulica della realtà e del mondo." Boè
2009 - Critico d'arte

Sandro Serradifalco
Jeanette Milner possiede una naturalezza espressiva non comune. Le sue sono opere ammantate di fantasia, che svelano le infinite possibilità dell’onirico. Con una sintassi efficace, descrive le proprie sensazioni ed i propri stati emotivi, enfatizzandole con cromie e luminosità vere, sincere, e con segni potenti, corroborati da una grandiosa tavolozza. Possiamo affermare che Jeanette Milner padroneggia con sicurezza il suo talento e la pittura, offrendoci i segreti e la bellezza della stessa in maniera informale e schietta. Boè ottobre 2008
2008 - Editore

Sandro Serradifalco
La pittura di Jeanette Milner trova sua naturale manifestazione cromatica in una tavolozza aulicamente vibrante di passioni tonali. Assistiamo infatti ad una evoluzione coloristica atta a manifestare il valore del contesto reale. Rappresentazioni poeticamente struggenti tendono a sospingere il nostro sguardo verso contesti scenici lontani dalla nostra comune osservazione. Briosità compositiva di un'artista valida e tecnicamente ben dotata. Liricità di un animo sensibile e scrutatore degli aspetti più segreto dell'esistenza. Pittura quella della Milner che non deve essere valutata esclusivamente per la sua valenza tecnica ma che tende a far esaltare la volontà intrinseca d’andar oltre il supporto pittorico perdendosi nei suoi pulsanti cieli, nella dolcezza dei personaggi ritratti, nella malinconia di tramonti lontani ed unici. Grandi Maestri 2008
2008 - Editore

Paolo Martocchia
"Della pittura di Jeanette Milner, australiana di nascita e italiana d'adozione, colpiscono i colori, i tanti colori che ritraggono paesaggi, mare, montagne e tramonti. Già vincitrice del Premio Internazionale nell' "Oscar dell’Arte 2007" e dell' "Anthony Van Dyke 2007", ad un primo sguardo l'artista Milner percuote il senso d’immaginazione di chi osserva i suoi dipinti, tanto apprezzabili quanto evocativi nella loro espressione artistica. Ma se lo sguardo si sofferma qua e là, ad indagare un poco più a fondo, vi si scorge una liricità sospesa ed una naturale capacità di narrazione pacata e lineare. Le strutture compositive nei quadri dell’artista Milner conservano una leggibilità chiara: sono eseguiti con una tecnica sofisticata, fatta di successivi passaggi di colore e di granulosità inserite nella materia pittorica, che immerge ogni immagine in un ricordo. E' fondamentalmente, un grande universo poetico e lieve, rifugio sicuro dagli obblighi pressanti della nostra vita convulsa. Anche i colori stanno dentro una tavolozza pacata che ha toni caldi e sereni, appena rotte da inserzioni di colori vivaci. Consentono di far emergere una delicata poeticità nella visione, ora memoriale e nostalgica, ora più prontamente aderente alle parvenze dell’oggi. Per comprendere meglio l'artista Milner, attualmente impegnata in una personale a Roma alla FAO (fino al 5 dicembre prossimo), si osservi il dipinto "Tramonto siciliano" che coniuga una formazione artistica del presente e del passato, suggerendo un prospettiva unica nel colore."
2008 - Giornalista

Dino Marasà
"L'intricato tessuto cromatico della nostra Jeanette Milner offre al fruitore la visione di paesaggi al limite del surreale. Fiori appartenenti ad una dimensione onirica, inebriano i sensi, penetrano con il loro profumo sino all'animo, materializzando terre così familiari e nello stesso tempo così surreali. Esse nascono nel colore, che diviene una proiezione della sensibilità dell'artista, che spontaneamente offre le sue intime emozioni e i suoi sogni a noi tutti." Avanguardie Artistiche 2008
2008 - Critico d'arte

Sandro Serradifalco
"Una chiara invocazione alla consistenza dello spirituale risiedente nella magnificenza naturale sembra essere il punto d'arrivo del cammino artistico di Jeanette Milner. Nei suoi paesaggi e nelle ulteriori descrizioni ambientali la pittoricità si ammanta di nuove valenze interpretative costituendo strumento non solamente descrittivo ma introspettivo della tematica trattata."
2006 - (critico d'arte)

Prof. Vittorio Mazzeschi
Jeanette Milner, pur essendo nata in Australia, ha radici artistiche italiane in quanto ha maturato i suoi studi nella Nostra nazione. Arte italiana, dunque, quella di questa artista che nei suoi paesaggi coniuga in modo egregio la formatività contemporanea con la sensibilità per il colore antico. Le trasparenze, le velature, le sfumature si uniscono alla materia e si esaltano a vicenda. La crosta, la pasta, l'oggetto è colore vivo e vibrante. Dalle piccole dimensioni dei lavori iniziali, Jeanette Milner ha ampliato il suo spazio pittorico, cercando così di dare un respiro più atmosferico, quasi cosmico che s'inoltra nello spazio profondo soprattutto attraverso il suggerimento di una prospettiva che vuol essere toccata con mano e pesata nella massa del colore.
2003 - Bottega d'Arte "D'Autore", L'Aquila